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Gli Umbri

Amelia - II sito attuale di Amelia presenta una successione di frequentazioni senza soluzione di continuitÓ dalla fase umbra ad oggi. Plinio ricorda l'eroe Amirus, come mitico fondatore (oikistes - ecista) della cittÓ.
L'insediamento principale era collocato in posizione emergente su un alto sperone roccioso, naturale roccaforte che dominava il sottostante sistema territoriale organizzato in piccoli insediamenti sparsi (pagi e vici).

La ricca necropoli e il sacello in localitÓ Pantanelli sono collegati a questa fase. La realizzazione del vero e proprio nucleo cittadino Ŕ attestata dalla possente cinta muraria in opera poligonale, databile al IV secolo a. C. In seguito alla guerra sociale del 90-88 a. C. Ameria divenne un municipio ascritto alla trib¨ Clustumina.
Accanto alla revisione urbanistica del centro cittadino vero e proprio, con la conquista romana si attu˛ anche un'organizzazione territoriale mirata allo sfruttamento agricolo-produttivo del fertilissimo suolo, con la creazione di un sistema di ville rustiche a conduzione schiavistica.

In cittÓ:
- Cinta muraria
- Cisterne

Nei dintorni:
- Resti di un tempio a S. Maria in Canale
- Villa rustica di Penna in Teverina
- Villa rustica e Antiquarium di Lugnano in Teverina

Assisi - Asisium
Sviluppatasi sulle pendici del Monte Subasio, Ŕ posta a controllo della fertile vallata che si estende a sud-ovest. II centro di origine umbra, di cui si hanno purtroppo poche notizie, nel II secolo a.C. era governato da magistrati locali chiamati uthur e marones. In seguito alla guerra sociale, Assisi divenne un municipio della trib¨ Sergia.

Parte della sua notorietÓ Ŕ dovuta al fatto di essere la cittÓ che ha dato i natali al poeta Properzio. La configurazione urbanistica della cittÓ antica, conservatasi sostanzialmente inalterata fino ad oggi, si Ŕ sviluppata su terrazzamenti degradanti lungo il pendio, che assecondano l'orografia e rispondono ad un gusto dettato dal diffondersi della cultura ellenistica che prediligeva strutturazioni di tipo scenografico.

In cittÓ:
- Foro romano e collezione archeologica
- Cinta muraria
- Area sacra del Tempio della Minerva
- Area pubblica e cisterna presso la chiesa di San Rufino
- Area dell'anfiteatro

Nei dintorni:
- Ninfeo di Santoreggio

Bevagna- Mevania
La cittÓ sorge in una piccola altura ai margini della Valle Umbra. La storia dell'insediamento trova origini sicure giÓ a partire dall'etÓ del ferro (X secolo a. C.); al VII secolo risalgono i resti di abitato e le tombe pi¨ antiche. Dopo le guerre del IV secolo, condotte dagli Italici contro Roma per contrastarne l'ormai inarrestabile avanzata Verso nord, in cui Mevania fu pienamente coinvolta, la cittÓ umbra assecond˛ le tendenze politiche romane, tant'Ŕ vero che le fonti attestano la partecipazione di contingenti militari mevanati che combattevano al fianco di Roma durante la seconda guerra punica.

Un notevole fattore di accelerazione delle spinte all'urbanizzazione di quest'area, fu costituto dall'apertura della via Flaminia. In seguito alla guerra sociale, la cittÓ divenne un municipio della trib¨ Aemilia; si pu˛ affermare con certezza che l'assetto urbanistico attuale ricalca piuttosto fedelmente quello su cui si organizzava l'antico centro, mantenendo sia il tessuto viario sia diversi resti di strutture, tanto a destinazione pubblica che privata. Una menzione particolare meritano gli edifici inglobati sotto la chiesa di San Domenico, probabilmente dei magazzini facenti riferimento al porto fluviale nato alla confluenza di Topino e Clitunno. Come ricordano le fonti, Mevania era ricca e prosperosa; tra le notizie degne di essere ricordate Ŕ quella dell'allevamento dei famosi buoi bianchi riservati ai rituali sacri.
Le attestazioni epigrafiche ci rendono inoltre nota l'esistenza di ordini sacerdotali, quali i novemviri Valetudinis (Valetudo era una divinitÓ salutare) e magistrature come quella dei questores farri, addetti all'amministrazione dei fondi erariali.

In cittÓ:
- Raccolta Archeologica
- Mura romane
- Tempio di piazza Garibaldi
- Teatro romano
- Mosaico di via Porta Guelfa
- Resti di domus in via Matteotti
- Area archeologica presso il Parco della Rimembranza
- Resti di strutture del porto fluviale presso la chiesa di San Domenico

Nei dintorni:
- Montefalco: Museo presso la ex-chiesa di San Francesco
Montefalco: raccolta archeologica presso il convento di San Fortunato
- Montefalco, loc. Mura Saracene: resti di una villa rustica

CittÓ di Castello - Tifernum Tiberinum
Plinio ricorda il municipio ascritto alla trib¨ Clustumina e fondato nel territorio degli Umbri Tiberini. I rinvenimenti di materiali portano a riconoscere nell'area una frequentazione molto antica, che risale ad etÓ preistorica. GiÓ a partire dal periodo IX-VIII secolo a.C. Ŕ evidente un rapporto con la cultura etrusca, soprattutto sulla riva destra del Tevere. La cittÓ romana, ricca e fiorente per la fertilitÓ del suolo, la navigabilitÓ del Tevere e la presenza di banchi argillosi adatti all'industria laterizia e doliare, sorgeva in una zona densamente costellata di insediamenti a carattere agricolo e produttivo, tra cui acquista particolare risalto la grande villa rustica in Tuscis di San Giustino, appartenente a Plinio il Giovane, che oltre ad essere proprietario di vasti latifondi nella zona, era patrono del municipio.
All'interno della cittÓ, resti di strutture romane sono stati rinvenuti nel quartiere della Mattonata, in una posizione tale da lasciare intendere che il centro antico fosse ubicato in posizione differente da quella odierna, sviluppandosi soprattutto lungo la fascia pedemontana. In prossimitÓ del Tevere Ŕ possibile riconoscere gli impianti portuali e commerciali.

In cittÓ:
- Raccolta Archeologica presso la Biblioteca Comunale

Nei dintorni:
- Villa di Plinio il Giovane a Colle Plinio di San Giustino.

Foligno - Fulginiae
Il territorio relativo all'antica Fulginiae, solcato dal fiume Topino, presenta tracce di frequentazione che risalgono giÓ al Neolitico (presso la localitÓ di Belfiore). La cittÓ, assegnata in qualitÓ di municipio o praefectura alla trib¨ Cornelia, Ŕ ricordata da Silio Italico, come centro privo di cinta muraria situato in una fertilissima pianura nel territorio pertinente agli Umbri Fulginates; Plinio la definisce non come cittÓ vera e propria, ma come oppidum, intendendo con tale termine uno di quegli insediamenti fortificati, che insieme ai vici, costituivano l'organizzazione territoriale di stampo cosiddetto paganico-vicano caratteristica degli Umbri, originariamente estranei all'ordinamento urbano.
Ci˛ non toglie che nella fascia di territorio compresa tra Foligno e San Giovanni Profiamma sia riscontrabile una precoce opera di romanizzazione, che prese avvio giÓ con il III secolo a.C.. Scavi e rinvenimenti fanno ritenere che l'ubicazione originaria della Fulginiae romana corrisponda alla zona nord-orientale dell'attuale cittÓ presso Santa Maria in Campis, toccata dall'ultimo tratto del diverticulum occidentale della Flaminia.

In cittÓ:
- Raccolta Archeologica di Palazzo Trinci
- Ponte di Cesare
- Area archeologica di Santa Maria in Campis

Nei dintorni:
- Mausolei romani sulla via Flaminia, nei pressi di Fiamenga
- Mausoleo nei pressi di Fonte delle Gastriche
- Ponte romano a Ponte Centesimo
- Sostruzioni della Flaminia a Pieve Fanonica e in localitÓ Capannacce

Gualdo Tadino - Tadinum
II rinvenimento di sepolture e suppellettili ha confermato l'esistenza di insediamenti nel territorio pertinente all'odierna Gualdo Tadino giÓ in etÓ preistorica. La menzione pi¨ antica del centro si trova nelle Tavole di Gubbio, che etichettano gli Umbri Tadinates come una delle comunitÓ considerate nemiche dalla tota ikuvina. Il centro umbro Ŕ stato recentemente identificato sul colle I Mori. Sebbene sia noto che la cittÓ fu inserita dall'ordinamento augusteo nella regione VI, non Ŕ tuttora sufficientemente sicura l'ubicazione della Tadinum romana, anche se generalmente si tende a localizzarla presso la localitÓ di Sant'Antonio della Rasina.

In cittÓ:
- Sezione archeologica del museo della Rocca Flea

Nei dintorni:
- Tratto stradale della Flaminia presso Gaifana

Gubbio - Iguvium
Gubbio, che sorge ai piedi del Monte Ingino, in una posizione idonea al controllo del sito dove il corso d'acqua Camignano confluiva nell'ampia pianura in cui scorrono Saonda e Assino, si configura, per quanto emerge dalle sette Tavole bronzee ritrovate nel 1444, come un importantissimo centro politico e religioso delle popolazioni umbre. Il centro medievale sembra coincidere con quello umbro, mentre i romani preferirono sviluppare la cittÓ pi¨ a valle, in corrispondenza dell'area ove sorge il teatro. Iguvium fu municipio della trib¨ Clustumina. Tra le varie emergenze archeologiche della cittÓ e del suo territorio, un particolare risalto Ŕ dato dalle fonti letterarie antiche al luogo di culto, in veritÓ non ancora identificato, di Giove Pennino, che godeva di un chiaro prestigio come santuario oracolare, a cui si rivolsero per chiedere responsi anche gli imperatori Claudio II ed Onorio.

In cittÓ:
- Raccolta archeologica presso il Palazzo dei Consoli
- Muro del vallo
- Teatro
- Terme di via degli Ortacci
- Mausoleo di Pomponio Grecino

Nei dintorni:
- Resti di un tempio a Monteleto

Narni - Narnia
Sebbene il territorio circostante abbia restituito segni di frequentazione antropica a partire dall'etÓ Neolitica, per il centro urbano di Narni, situato su un alto sperone roccioso che dominava la valle del Nera, le testimonianze non vanno al di lÓ del III secolo a.C. L'insediamento fortificato di Nequinum fu conquistato nel 299 a.C. dai Romani, che vi fondarono la colonia latina di Narnia, testa di ponte dell'ormai inarrestabile avanzata di Roma in Umbria.

Con la costruzione della Flaminia, Narnia divenne uno snodo stradale di basilare importanza, perchÚ da esso si dipartivano i due rami della celebre via consolare, quello "militare" per Carsulae e Mevania, e l'altro ordinario per Interamna Nahars e Spoletium. Imponenti emergenze che ancora sopravvivono lungo la Flaminia nei pressi della cittÓ sono i ponti, fra cui, maestoso nell'arditezza ingegneristica della quale Ŕ frutto, spicca il Ponte di Augusto. Del centro urbano, che con la guerra sociale divenne un municipio della trib¨ Papiria, si pu˛ osservare ancora la cinta muraria conservatasi in alcuni tratti del lato meridionale, cosý come il tessuto urbanistico a griglia regolare, scandito dall'incrocio ortogonale degli assi stradali. Nel territorio, lungo il corso del Nera si strutturarono delle ville rustiche a produzione schiavistica, tra cui quella di proprietÓ della suocera di Plinio il Giovane, Pompea Celerina.

In cittÓ:
- Raccolta Paleontologica e Preistorica presso la ex-chiesa di San Domenico
- Raccolta civica presso l'atrio del Palazzo Comunale
- Cinta muraria
- Area forense
- Acquedotto Formina

Nei dintorni:
- Ponte di Augusto
- Ponte Caldaro
- Ponte Calamone
- Tagliata romana in localitÓ Scogliera

Nocera Umbra - Nuceria
II sito dell'attuale Nocera corrisponde alla sede dei Nucerini Favonienses et Camellani, una delle popolazioni umbre che occupavano la regione. Il territorio fu frequentato giÓ in etÓ neolitica e nella prima etÓ del Ferro. Lo sviluppo del sito romano Ŕ senza dubbio in relazione con la costruzione della Flaminia. Da Nocera si staccava il diverticolo della strada consolare che si dirigeva ad Ancona, toccando i centri di Prolaqueum, Septempeda e Auximum. Si Ŕ propensi ad identificare la cittÓ romana vera e propria presso l'attuale stazione ferroviaria, non lontano dalla quale sono localizzati anche alcuni blocchi pertinenti ad un ponte con cui la Flaminia attraversava il torrente Caldognola. Altre strutture ancora visibili della "grande strada" sono ubicate in localitÓ le Spugne, Campodarco e MaestÓ di Picchio.

In cittÓ:
- Raccolta Archeologica presso la ex chiesa di San Francesco
- Ponte Marmoreo
- Ponte Caldognola

Nei dintorni:
- Chiavicotto della Flaminia a Campodarco
- Viadotto della Flaminia a MaestÓ di Picchio
- Sostruzioni della via antica in localitÓ Le Spugne

Otricoli - Ocriculum
Del centro fortificato umbro ricordato dallo storico Livio, rimangono alcuni tratti di mura che in parte cingono ancora l'abitato odierno.
L'affronto di schierarsi con gli Italici durante la guerra sociale comport˛ la dura reazione di Roma, che distrusse il sito d'altura e spost˛ il centro urbano in pianura. Il municipio fu iscritto alla trib¨ Arnensis. Nei dintorni della cittÓ, presso la localitÓ Porto dell'Olio, aveva sede un importante scalo fluviale sul Tevere.

In cittÓ:
- Raccolta archeologica comunale (di prossima apertura)
- Cinta del centro fortificato umbro
Nei dintorni:
- Area della cittÓ romana

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